TU PICCOLA SCATOLA
Os jornalistas autores deste artigo são da Rádio Vaticana
 La Radio: Fatti, cose, persone
 
 
 
 
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La In compenso, nel 1898, un circuito per la sintonia. Fiora, le varie trasmittenti usano tutte lo stesso circuito, com la conseguenza di sovrapposizioni e quindi notevole disturbo. Cui si rimedia stabilendo turni di trasmissione. Com la sintonia, ad ogni trasmittente può
ora essere assegnata una precisa lunghezza d'onda.
 
Ritratto di Sir Oliver Lodge.
 
 

Espressione forte, decisa. È uso indossare um berreto di panno com visiera, tipico irlandese. Sopracciglia folte, arcigne, sovrastanti palpebre spesse, che tuttavia non spengono lo sguardo apartenente ad antica e consapevole nobiltà britannica. Veste panni solidi, da signore di campagna, secondo i tradizionali e austeri costumi vittoriani.
 

Allá fine dell’Ottocento esistono già dunque tutti gli elementi per una trasmissione radio; tutte le cose tecnologicamente ad essa necessarie, salvo una:
 
 

Allá fine dell’Ottocento esistono già dunque tutti gli elementi per una trasmissione radio; tutte le cose tecnologicamente ad essa
necessarie, salvo una: La radio. Esistono macchine in grado di produrre onde elettromagnetiche, macchine in grado di captarle, ma non è ancora nato l’ingegno in grado di capire che le onde elettromagnetiche possono trasmettere messaggi. Tanto meno esiste l’intuizione di una trasmissione radiofonica così come la intendiamo oggi. Tutto ciò avverrà, separatamente, in América e in Europa, soprattuto grazie agli sforzi di Roberto Landell de Moura, Aleksander Stepanovic Popov e Guglielmo Marconi.
 

COME NASCE LA RADIO

La radiodiffusione in senso ampio vanta, dunque, molti padri e, come abbiamo visto, molti avi remoti. Per seguire in particolare la nascita e l’evoluzione della piccola scatola, sarà inevitabile seguire, almemo fino a una certa fase, la nascita e l’evoluzione dei suoi... fratelli gemelli, che hanno avuto negli anni minor fortuna: il vecchio telegrafo senza fili e il radiotelefono.

Alla fine dell’Ottocento esistono, dunque, tutti gli elementi perché venga intuita l’idea della radiodiffusione in senso ampio: la possibilità generica di trasmettere messaggi onde elettromagnetiche. É ancora molto lontana però l’intuizione specifica della radio com scatola mágica: la possibilita cioè di trasmettere tramite onde elettromagnetiche um messagio sonoro (fatto di musica o parole) destinandolo a um publico indifferenziato.

Per uma serie di motivi, troveranno invece all’inizio maggior credito applicazioni più ristrette: l’invio di messaggi non sonori, ma in códice, e l’invio di messaggi sonori ma a destinatari specifici. Il telegrafo e il radiotelefono.

La radiofonia in senso ampio, come possibilita di affidare messagi all’etere, è un’idea che affiora comunque in um preciso arco di tempo: a cavallo dei due secoli.
 
Dall’Europa all’America la grande ondata di invenzioni e di scoperte sta cambiando la fisionomia delle città.
Dalla Tour Eiffel di Parigi alla Statua della Libertà, alta sopra Manhattan, unico è il denominatore comune: la fiducia serena e incondizionata nel progresso, che intensifica gli scambi umani, e uniforma le conoscenze.

La comparsa dell’energia elétrica há ridotto la paura atávica del buio, l’há popolata di immagini in movimento, quali quelle dei primi “teatri fotografati”. I nuovi mezzi di trasporto (dalla bicicletta al dirigible, dall’automobile alle grandi reti ferroviarie) hanno aumentato la mobilità umana. Le nuove grandi industrie hanno accresciuto necessita di contatti, scambio di capitali, urgenza di specializzazione operaia. Si acuisce, mai come in questo período, il bisogno di informazione. La linotype impone al giornalismo ritmi più veloce; aumentano la cultura, l’istgruzione popolare, la fiducia generale nella scienza... In questa fase delicata e rivoluzionaria della storia umana nasce, dunque, la radio.

ROBERTO LANDELL DE MOURA
 
BRASILE. Fine Ottocento. Anni altrettanto delicati e riboluzionari. Anni di passaggio dall’impero allá repubblica. Ani di sommose popolari, anni che vedono l’abolizione della schiavitù. Tra il 1886 e il 1893, un sacerdote originario di Rio Grande do Sul, ROBERTO LANDELL DE MOURA – (Porto Alegre 1861 – San Paolo 1928*), innanzitutto intuisce la radio, quindi realizza una vera e própria transmissione, la prima di cui si abbia notizia.

  *Observação do autor desta página: Padre Landell nasceu e faleceu na cidade de Porto Alegre - RS

Era nato da uma famiglia agiata. Dopo le tappe classiche dell’educazione sacerdotale, incluso um período romano di frequenza all’Università Gregoriana, ecco l’ingresso ufficiale di questo intraprendente prete nel mondo della scienza: si impegnerà perfino in conversazione sientifiche con l’imperatore Pedro II, gran sostenitore dello sviluppo sociale e della cultura cientifica.

Professore di sicienze naturali al seminário di Uruguaiana, intensifica letture di libri, articoli, corrispondenze sugli studi di Hertz e di Branly, ed elabora ter leggi fisiche.
 

Prima legge: um segnale, che può essere trasmesso attraverso um filo, può essere trasmesso anche attraverso un fascio luminoso, facendo a meno, così, dello stesso supporto materiale (questo principio è la base della comprensione delle onde elettromagnetiche).

Seconda legge: Un segnale, più è forte permanente, uniforme, più va lontano, più trova ostacoli, meno va lontano (in uma formula: il segnale è direttamente proporzionale allá sua intensità, constanza e uniformità, e inversamente proporzionale agli ostacoli che incontra).

Terza legge: dato un movimento vibratório, tanto esteso quanto la distanza che separa il nostro mondo dagli altri mondi, si può far camminare la nostra você a livello interplanetário.

Intuizione che non resterà lettera morta: Nominato vicario a Santos, Campinas e Sant’Ana, nello Stato di San Paolo, inizia a construire apparecchi per la verifica delle sue leggi. Gli mancano attrezzature e personale técnico, naturalmente. Gli manca anche la fidúcia della gente, che vede in lui uma sorta di oscuro pericolo progressista.

Officina e strumenti gli vengono distrutti. Sono questi, in Brasile, anni di frequenti moti popolari: la republica è stata appena proclamata, nel 1889, e l’intervento delle masse há avuto um certo esito nel passagio istituzionale. Si Vive la momentânea euforia dell’azione di popolo, con tutte le conseguenze, anche negative.

Le autorità ecclesiali vedono, comunque, in questo troppo vivace sacerdote un periodo per la fede popolare, soprattutto in un momento socialmente cosi esplosivo. Con la serie di trasferimenti da città all’altra, iniziano i danni al suo lavoro scientifico, continuamente interrotato, senza contare i faticosi spostamenti di apparecchiature fragili e delicate.

Ma la sua constanza viene premiata. Non sarà però la monarchia a vederne i risultati. Sarà la repubblica ad asistire alle prime dimostrazioni dello scienziato e a concedergli il primo brevetto. La città di San Paolo è testimone delle prime trasmissioni e ricezioni di onde eletromagnetiche e luminose. Le prime in assoluto.Distanza coperta: otto chilometri, dall’alto di via Paulista all’altura di Sant’Anna. É il 1893. LA RADIO È NATA.

Ma nessuno se ne acorgerà. Padre Roberto Landell de Moura è il primo radiotecnico, montatore e riparatore, il primo speaker a parlare dentro um microfono, il primo produttore e gestore di uma emittenza radio. Non cautela però in tempo utile la sua invenzione. Solo nel 1901 gli viene concesso dal Governo brasiliano il brevetto per il suo “apparecchio destinato allá trasmissione della parola a distanza, con o senza fili, attraverso lo spazio, da terra e dal maré”.
 

Ma siamo in Brasile, e per di più agli inizi Del Novecento! Siamo in quello che più tardi verrà definito um Paese Del Terzo Mondo, nelle cui favelas non arriva acqua neppure oggi, alle soglie Del Duemila. Neanche um’invenzione riboluzionaria come la radio riesce perciò a trovare terreno per svilupparsi e non passare inosservata.

Già qualche anno dopo la prima trasmissione di Landell de Moura, infatti, gli analoghi esperimenti di Guglielmo Marconi ottengono, in Itália e in Europa, più grande pubblicità, maggiori garanzie e sfruttamento commerciale. Anche se ai brevetti di Marconi manca um elemento fondamentale, presente invece nelle invenzioni del brasiliano: La trasmissione della voce. Nuove nugi si addensano inoltre Landell de Moura. La notizia di uma comunicazione senza filo minaccia gli interessi delle Compagnie che sfruttano il sistema via cavo.

Porto Alegre, al tempo, è la quinta città al mondo per collegamentio telefonici. Spietata è la lotta sotteranea tra coloro Che cercano di sfruttare i servizi di comunicazione.

Giugno 1901. Landell de Moura parte, allora alla volta degli Stati Uniti per chiedere brevetti di radiotrasmissione. Li ottiene, ma gli manca sempre l'appogio giusto per commercializzarli. La radiodiffusione ufficiale viene riconosciuta solo conm le emissione ottenute tramite valvola termoionica. Invenzione, neanche a dirlo, di uno statunitenze: Lee De Forest. L’anticipo sui tempi di padre Landell de Moura non sarà preso, dunque, in alcuna considerazione.
 

Rittrato di Roberto Landell de Moura: Viso sottile, ma non scavato, regolare, quase disegnato a china. Capelli corti, ravviati lisci all’indietro. Sopracciglia arcuate, in un’espressione di dignitosa pietà. Naso lungo ma proporzionato. Labbra leggermente sporgenti. La compostezza della persona, racchiusa nella tonaca nera, suiggerisce una costanza rara e inesauribile nel persuguire gli scopi. Lo sguardo appare differenziato: un occhio è inoffensivo, offuscato da una palpebra leggermente abbassata,inclinazzione vagamente rassegnata e sonnolenta; l’altro occhio è vivacissimo, puntanto sull’interlocutore, quasi a volerlo spogliare.
 

 

ALEKSANDER STEPANOVIC POPOV
 
Dalle palme e dai banani di San Paolo del Brasile alle innevati di San Pietroburgo.
Dal Brasile postschiavista di fine Ottocento all’inquieta Russia dell’ultimo zar che vede le prime tensione sociali, il sorgere delle prime società di mutuo soccorso fra operai, i circoli clandestini...

Anche qui troviamo um abito talare. L’Abito Che stava per indossare Aleksander Stepanovic Popov (Turinski 1859 – San Pietroburgo 1905/1906 per il nuovo calendário), figlio di un pope (Il prete ortodosso), proveniente da um villagio degli Urali. Ripensa per tempo alla possibilita di seguire le orme Del padre nell’attività pastorale. Così, dalla casa paterna, autentico piccolo oratório popolato di infinite ícone, Popov esce non per recarsi al seminário, ma all’Università di San Pietroburgo, dove diventa prima stuidente, poi professore di matemática.
 

La Rússia di fine Ottocento è glià uma delle maggiori potenze mondiali.Un território esteso fino a comprendere dieci fusi orari. Tanto da potersi permettere di parlare Del “sole dello zar” che, sul suo território, non tramonta mai. Quale segno di forza, vanta numerose accademie militari, come la Scuola Navale Russa Torpedo, a Kronstadt. La scienza a servizio Del militarismo. Qui il professor Popov, diventato nel fattempo ingegnere elettrico, insegna la sua disciplina ai futuri ufficiali, gli junker, allevati rigidamente allá maniera dei college britannici. Nell’istituto abbondano libri e riviste estere.
 

Al giovane docente non sfugge l’importanza delle scoperte Del collega tedesco Heinrich Hertz sulle onde elettromagnetiche. Comincia così a elaborare nuovi metodi per riceverle su lunghe distanze. I suoi allievi vengono fattanto addestrati all’uso dei macchinari elettrici in dotazione alle navi da guerra, incluse le apparecchiature meteorologiche. Il primo rivelatore di onde elettromagnetiche, messo a punto da Popov, registra próprio i disturbi atmosferici, ovvero quelle onde emesse dalle cariche elettriche dei lampi. È, in pratica, la prima antenna riceventi.
 

Luglio 1895. Gli studenti sono in vacanza, e el professor Popov è più libero di dedicarsi ai suou studi. Installa il suo apparecchio rivelatore nell’osservatorio meteorológico dell’Istituto di Previsioni Del Tempo di San Pietroburgo.

Marzo 1896. Dopo le prime pubblicazioni e i primi articoli, uma platea più ampia aspetta il giovane professore: l’anfiteatro di física dell’Università di San Pietroburgo.

A corte si parlerà a lungo di questa prima dimonstrazione pratica di telegrafia senza fili.
Il trentasettenne Popov trasmette allá Società Russa di Fisica, situada a duecentocinquanta metri di distanza, due parole in codice Morse. Le due parole, decodificate e trascritte su una lavagna dal presidente della stessa Società, suonano aspre e insieme familiare agli orecchi dei fisici russi di fine secolo. Sono un nome e un cognome stranieri. Quelli appartenenti all’idolo del giovane Popov: Heinrich Hertz. Morto da appena due anni, è bello pensare che l’ingegnere tedesco abbia potuto decodificare, a sua volta, dall’alto Del cielo, il próprio nome scandito in códice Morse.
 
 

E, a modo suo, rispondere allá muta ciamata del suo allievo sconosciuto. Mentre l’eco degli esperimenti di padre LANDELL DE MOURA, non esce daí confini del Brasile, dalla più vicina Itália giunge, intanto, notizia, sulla stampa, delle dimostrazioni di um altro giovane intraprendente: Un certo GUGLIELMO MARCONI. Per Popov è um nuovo impulso a lavorare. Nel settembre 1897, sempre collaborando com la Marina Russa, collega, tramite telegrafo senza fili, due battelli distanti fra loro cinque chilometri.
 

Nelle fredde acque baltiche risuonano i segnali Morse. L’impiego più ovvio del telegrafo senza fili – destinato a superare grandi e disagevoli distanze quali appunto quelle per maré – è così inaugurato. L’anno successivo, Popov trasmete dalla nave allá spiaggia: dieci chilometri. E, nel 1899, la distanza coperta è già quintuplicata. Divenuto direttore dell’Istituto Elettrotecnico di San Pietroburgo, muore senza aver ricevuto adeguato appoggio dal Governo per le sue applicazioni.

Alktre urgenze incombono nella Rússia prerivoluzionaria di fine Ottocento e reclamano priorità sull’incoraggiamento allá ricerca. Troppo pesanti sono gli effetti della secolare arretratezza econômica Che grava, soprattutto, sui contadini. E a Mosca è ancora troppo vivo il ricordo della resa di Port Arthur e della sconfitta a Tsuchima, dove la flotta russa à distrutta in poche ore daí giapponesi, comandati dall’ammiraglio Togo.
 
L’ufficiale nipponico aveva dotato le sue navi di radiotelegrafo, dandone cosiè il primo esempio di impiego tattico. Durante la Battaglia di Tsushima, due incrociatori comunicavano constantemente allá nave ammiraglia le posizione delle altre unità. Togo aveva distribuito a ogni sua nave uma carta marina, divisa in caselle. Ricevendo le posizioni delle unità avversarie, aveva giocato uma Vera “Battaglia navale”, centrando sempre il bersaglio.
 

L’esempio sara ripreso sessant’anni dopo, nella Cecoslovacchia ionvasa dagli eserciti Del Patto di Varsavia. Le emittenti, questa volta radio, collegheranno fra loro i partigiani, sosterranno la popolazione e incoraggeranno l’ostilità contro gli invasori. In Itália, nel pieno degli anni di piombo (1977), sara invece Radio Alice ad offrire ai Bolognesi un ulteriore esempio di impiego tattico: sostegno ai dimostranti contro le forze di polizia.
 

Ma, torniamo a Popov: in época recente egli viene rivalutato. Nel Maggio 1945, grandi celebrazioni si svolgono al Teatro Bolscioi, presenti scienziati e vertici Del Partito: ricordano, com uma giornata a lui dedicata Che si ripeterà ogni sette maggio, “l’inventore della radio”. Uma qualifica che, forse, va ridimensionata. Popovo si limiterà, infatti, a dismostrare la trasmettibilità di segnale in códice, senza ancora intuire la possibilita di trasmettere in chiaro musica e parole.

Ritrato di Aleksander Stepanovic Popov. Volto sereno, fronte spaziosa, capelli ravviati all’indietro. Naso diritto, regolare, barba e pizzo eleganti e curati. Si ritrovano in lui, per misteriosa mescolanza genética, a chilometri e secoli di distanza, gli stessi tratti somatici Del napoletano Giovan Batista Della Porta, ma senza la malinconia dello studioso cinquecentesco. Qui, lo sguardo è di serena sfida, pacato, ma severo, di fidúcia nella scienza. Lo conferma anche il suo portamento abituale.

Per esempio, seduto: col braccio sinistro piegato volitivamente, in appoggio sul braciolo della poltrona e la mano stretta a pugno; e il destro mollemente posato sul l’altro bracciolo, in tenero, elegante abbandono. Polsini ampi, eleganti, tenuti da preziosi gemelli.
Le antiche teorie di Faraday e Maxwell, le rivoluzionari esperienze di Hertz, Branly, Lodge, circolano dunque indisturbate nell’Europa di fine secolo, accomunando, in particolare, le universittà e gli istituti di física di Parigi, Bologna, Londra, Berlino...
 
 

GUGLIELMO MARCONI
 
È il 1895. A Bologna, tra gli allievi Del Righi, nel più antico ateneo del mondo, c’è un ragazzo particolarmente sensibile a queste novità. Il suo nome è GUGLIELMO MARCONI,(Bologna 1874 – Roma 1937), il quale pensa di sintetizzare teorie ed esperienze europee ai fini di una trasmissione. Ha appena 21 anni. In Italia è da poco nato il Partido Socialista. Sono tempi di agitazioni operaie e moti contadini. Tempi di crisi per la classe borghese. Pelizza da Volpedo vede avanzare, nel suo famoso quadro ovunque riprodotto, la massa inquieta Del quarto stato. In crisi sul versante del potere, la borghesia tiene stretto il suo primato culturale.
 

Sono gli anni di D’Annunzio, Che vive le sue prime avventure mondane, mentre para Leoni XIII há de poço promulgato la sua encíclica rerum Novarum. Il giovane Marconi, rampollo di una di queste famiglie benestanti, può sbizzarirsi con l’elettromagnetismo nel laboratorio di Righi, e nel giardino della casa paterna, “ Sin dall’inizio – afferma – il mio objettivo fu quello di spezzattare l’emissione in periodi brevi e lunghi, sì da poter trasmettere i punti e le linee di Morse”. “ La mia invenzione non avrà un gran valore se non potrà superare gli ostacoli naturali, come le colline e le montagne”.È già perfettamente consapevole, dunque, che i suoi esperimenti sono destinati a una trasmissione.
 

Un passo avanti, dunque, rispetto ai primi scopritori delle onde elettromagnetiche.Ormai è finalmente intuita la loro potenzialità. Tuttavia il tipo di trasmissione, che Popov, Marconi e colleghi hanno in mente di reaizzare, è ancora lontana dalla radio. Lo ripetiamo e lo ripeteremo. Objettivo è, per ora, la telegrafia senza fili, da aplicarsi a telegrafo e telefono, già esistente: questo è, infatti, il settore che interesserà maggiormente governi e mondo degli affari.
 
Nella villa paterna di Pontecchio, fra le dolci e verdi colline del bolognese, Marconi compie il passo decisivo. Manda il fratello Alfonso e il fattore Mignami, muniti di ricevitore e antenna, a più di um chilometro di distanza. Si porteranno dietro anche um fucile da caccia: servirà per avvisare, a segnale pervenuto. Se perverrà. Marconi agisce emozionato sull’apparecchio Morse. Dalle colline... uno sparo.
 
Marconi è uno spirito pratico. La dilagante mentalità positivista dell’epoca comincia a vacillare, in nome di nuove e più evanescenti inquietudini esistenziali; ciò nonostante, egli vuole, a tutti i costi, sfruttare in concreto il nuovo mezzo di comunicazione. Il ministro delle Poste e dei Telegrafi, però, nicchia. Così, nel 1896, Marcdoni è a Londra, dove, grazie all’appoggio di influenti amici della madre – inglese!- brevetta il suo primo apparecchio di telegrafia senza fili. La finalità che il giovane scienziato si preffigge è quella di irradiari onde hertziane nello spazio, anche a grandi distanze sempre maggiori.
Il sistema potrà costituire il supporto di segnale traducibili in lettere secondo um comune códice telegráfico. La sperimentazione, e la cattura di nuovi brevetti, proseguono senza sosta. Nell’estate 1896, in presenza dell’excapo dei telegrafi britannici, William Preece, Marconi emette um segnale che viene ricevuto allá distanza di um centinaio di metri. Gli esperimenti vengono ripetuti a distanze sempre maggiore.
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